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disegno da Un Mare di Sogni

Dopo la violenza domestica, ricreare armonia tra mamme e figli

Dove lavoriamo > Italia > Progetto Piccoli Ospiti

Dal 2008 Pangea è impegnata in Italia a sostegno delle donne vittime di violenza, con uno specifico programma di accoglienza e recupero del rapporto genitoriale tra le madri che hanno subito violenza e i figli che ne sono stati testimoni.

Il progetto è finalizzato ad accogliere i minori e le mamme e realizzare con loro – in un ambiente sicuro - un percorso di sostegno psicologico per il superamento delle esperienze traumatiche e il recupero del rapporto affettivo tra loro, per garantire un futuro diverso.

Con l’apporto di personale specializzato sul tema della violenza di genere, i bambini e le mamme vengono aiutati a re-instaurare una interazione e un rapporto positivi, fondati sulla fiducia reciproca e sulla serenità, ritrovano la figura di madre come punto di riferimento affidabile e la loro mamma recupera la stima e la fiducia in sé persa durante il periodo della violenza in quanto donna e in quanto madre.

L’intervento consiste nella protezione e nel supporto all’elaborazione e alla comprensione dell’accaduto, nello stabilire e favorire relazioni alternative a quelle violente.

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La violenza domestica si manifesta in varie forme spesso diversamente combinate e associate tra loro; esiste inoltre una violenza assistita: quella subita dai figli che assistono ai maltrattamenti agiti sulla madre.

Il fenomeno della violenza assistita da parte di un minore, ovvero i minori che hanno presenziato o subito direttamente o indirettamente atti di violenza familiare; nonostante sia classificato tra gli abusi all’infanzia, la sua profonda gravità è ancora poco conosciuta dalla opinione pubblica. La difficoltà risiede nel collegare la violenza familiare al maltrattamento dei minori giacché questo tipo di violenza viene percepita unicamente rispetto alle dinamiche di coppia.

Infatti già la nostra società ha difficoltà ad assimilare, capire ed affrontare i casi di violenza sulle donne, ancora di più diventa problematico accettare che queste aggressioni affliggono ed hanno conseguenze anche sui minori, solamente per esserne stati testimoni e ancora di più se loro stessi sono vittime dirette.

Tale rimozione avviene perché gli aggressori sono le persone che, si suppone, dovrebbero essere responsabili della loro cura e del loro benessere fisico e psichico.

L’esperienza diretta o indiretta di un minore ha un impatto doloroso, confondente e spaventoso: si può vedere la violenza, si può sentire il rumore di percosse e rotture di oggetti, grida, insulti, minacce, pianti; come anche genera gli stessi effetti sapere che determinate cose avvengono, constatarne le conseguenze vedendo oggetti distrutti ed effetti fisici sul proprio familiare, percepire la disperazione, l’angoscia e lo stato di terrore delle figure affettive di riferimento che vivono in famiglie a conflittualità continua.

I dati Istat relativi al 2015 rivelano che tra le donne italiane che hanno denunciato violenze ripetute subite dal partner, il 65,2% ha dichiarato che i figli hanno assistito ad uno o a piu' di questi episodi. Nel 2006 era il 61,4% quindi il fenomeno della violenza assistita nell'ambito della violenza domestica è in aumento.

Inoltre, esiste il cosiddetto fenomeno della trasmissione intergenerazionale della violenza; i figli che assistono alla violenza del padre nei confronti della madre o che l'hanno subita hanno una probabilità maggiore, infatti, di essere autori di violenza nei confronti delle proprie compagne e le figlie di esserne vittime.

I dati dell'indagine condotta nel 2014 rilevano che i partner delle donne che hanno assistito ai maltrattamenti del proprio padre sulla propria madre sono a loro volta autori di violenza nel 21,9% dei casi (il tasso medio è pari al 5,2%), così come più spesso sono violenti se hanno subìto violenza fisica dai genitori, in particolare dalla madre (la violenza da partner attuale aumenta dal 5,2 al 35,7% se picchiato dalla madre, al 30,5% se dal padre).

Dati simili si osservano quando il contesto violento caratterizza la storia delle donne. Tra le donne che hanno subito violenze sessuali prima dei 16 anni, l'incidenza di violenza fisica o sessuale da adulte raggiunge il 58,4% (contro il 31,5% valore medio), il 64,2% tra le donne che sono state picchiate da bambine dal padre e il 64,8% nel caso abbiano subito violenze fisiche dalla madre.

Dai dati emerge chiaramente che i maschi imparano ad agire la violenza, le femmine a tollerarla. Per questo sono essenziali politiche di prevenzione e di sensibilizzazione che facciano comprendere la negatività dei comportamenti di indifferenza e di accettazione rispetto alla violenza nelle famiglie.