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Il Teatro dell'Oppresso e le donne di Kabul

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luglio 2013

A Kabul le ragazze dei centri Pangea hanno partecipato con entusiasmo al progetto di Teatro dell’Oppresso, sviluppato da Pangea insieme all’associazione afghana di teatro AHRDO.

Lo staff del progetto, insieme alle attrici di AHRDO ha incontrato le ragazze dei centri, ascoltato le loro storie, le comuni situazioni di violenza e soprusi che quasi tutte si trovano ad affrontare.

Ne hanno tratto delle scene teatrali, rappresentate poi presso i centri. Le donne si sono improvvisamente trovate a osservare loro stesse, interpretate da un’attrice, che inscenava la loro vita quotidiana. Abusi domestici, privilegi dati ai figli maschi, matrimoni forzati e precoci. Tutto sul piccolo palcoscenico, spesso un po’ improvvisato nei centri donna.

Ognuna ha potuto riconoscere la propria storia, emozionandosi nel vedere la loro quotidianità lì ricreata in maniera così viva e reale. Durante la rappresentazione, una facilitatrice chiedeva alle donne nel pubblico di prendere parte alle scene, stimolandole così a esternare le proprie sensazioni, cercando al contempo delle possibili soluzioni per risolvere i problemi specifici.

Una dopo l'altra, le donne dei centri Pangea si sono così sostituite all’attrice protagonista e hanno cercato le strategie migliori per affrontare la situazione. Tutte si sono divertite molto nel provare a recitare ma soprattutto hanno sperimentato l'utilità del metodo del teatro forum per cercare di evidenziare una soluzione a problemi concreti e comuni.

Dichiara Luca Lo Presti, presidente di Fondazione Pangea, che ha assistito ad uno spettacolo a Kabul: “Durante la fase dello scambio di ruoli è stato un uomo a voler salire sul palco e, con una certa veemenza, ha rivestito il ruolo della moglie e le ha cantate con forza all'attore che interpretava il marito. Ha dato un segnale forte e lo porterà' tra gli uomini. Ne sono certo!”.

La grande partecipazione e l’utilità sperimentata nella prima fase del progetto, ha spinto Pangea a riproporre anche per i prossimi mesi la metodologia, aiutando lo staff del progetto ad affinare le tecniche rappresentative, perché possano fare sempre più del Teatro dell’Oppresso un utile strumento quotidiano di lotta alla discriminazione e di educazione ai diritti umani per tutte le partecipanti.

Fondazione Pangea Onlus