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“So che lo sapete, ma non smettete di raccontarlo agli altri”

Testimonianze > India > Vittal

In questi giorni ci è venuto a trovare Vittal un giovane indiano di Bangalore. E’ un ingegnere meccanico: progetta macchinari per lavorare l’acciaio ed è in Italia da qualche mese per collaborare con alcuni colleghi italiani. A breve tornerà a casa, in India.

La sua storia incarna perfettamente il senso del lavoro di Fondazione Pangea, perché Vittal è figlio di una donna speciale, con una famiglia speciale.

Vittal è del distretto di Koppal. E’ il primo di quattro figli, tre maschi e una femmina. La madre, Gangamma, l’ho conosciuta nel 2005, perché fa parte di un ampio progetto di microcredito ed empowerment che Pangea porta avanti in quest’area ormai da sette anni. Gangamma è una donna caparbia, oggi è tra le leader del gruppo di risparmio che nel tempo si è trasformato in cooperativa di credito e risparmio e che ora, grazie al lavoro sviluppato tra loro e noi, sono riuscite ad aprire uno sportello bancario nel loro villaggio, che serve più di tremila altre donne e famiglie.

Ogni volta che incontro la madre di Vittal, quando vado nel suo villaggio, mi dice “L’unica cosa che ho potuto fare è toglierci il pane di bocca, ma garantire che tutti i miei figli potessero andare a scuola”. Lei si è sacrificata moltissimo per loro, e ora che tutti hanno finito gli studi e trovato lavoro, è la leader del gruppo che supervisiona se i bambini nelle scuole dei villaggi limitrofi vanno a scuola. Gira di villaggio in villaggio, va a parlare con le e gli insegnanti, con le famiglie, con i ragazzini, si assicura che i genitori non spingano verso l’abbandono scolastico i figli e cerca di capire le attitudini e i desideri di coloro che vogliono continuare gli studi per poter garantire delle borse di studio con Pangea.

L’educazione, qui, è veramente un’occasione unica da non farsi scappare, forse l’unico modo per uscire dal torpore economico e culturale in cui si trovano le migliaia di giovani che vivono nei 45 villaggi del distretto di Koppal dove, insieme ai genitori, vivono a stento di agricoltura, allevamento e pastorizia, o migrano in cerca di qualcosa di meglio negli agglomerati urbani limitrofi o verso i paesi arabi.

Vittal, grazie alla borsa di studio di Fondazione Pangea, oggi ha finito gli studi, è laureato in ingegneria, come uno dei suoi fratelli. Gli altri due si sono laureati in amministrazione. “In Italia mi sono trovato benissimo, sono tutti molto gentili, ho solo un problema: il cibo. Sono vegetariano e non riesco ad abituarmi. Mangiate veramente tanta carne! È ovunque!” e scoppiamo a ridere. Parliamo della sua esperienza e non finisce mai di sottolineare quanto siano grandi le difficoltà che incontrano i giovani che vogliono studiare veramente, soprattutto per pagare le spese di ammissione dalle scuole superiori sino all’università.

Mete quasi inaccessibili per la maggior parte dei ragazzi e ragazze indiane.

“Le difficoltà nelle aree rurali come quelle da dove provengo io sono maggiori, sin dalle elementari. Ma il definitivo abbandono scolastico per la maggior parte dei bambini in India arriva tra i dieci e i quattordici anni. Non si tratta solo della mancanza di volontà di studiare, c’è sempre una percentuale che non vuole, ma parlo di chi ha ottimi voti e non ha i soldi né i mezzi per potersi iscrivere a scuola, comprarsi libri, fare esami, e deve aiutare la famiglia.”

In effetti i dati sono allarmanti: in India, rivela un settimanale indiano specializzato in inchieste, si iscrivono ogni anno 27 milioni di bambini a scuola e solo 5,4 milioni completano gli studi. L’università è un vero traguardo, a cui accedono solo il 15% dei giovani. Parliamo dell’India, uno Stato-continente che tra poco più di un decennio avrà una popolazione con un’età media di 29 anni, ovvero un potenziale di gioventù e creatività incredibile se un’educazione di qualità tutti fosse accessibile a tutti.

“Non potete immaginare cosa rappresenti in una famiglia anche una sola persona che possa terminare gli studi! - afferma Vittal - Anche una sola persona può fare la differenza per tutta una famiglia”.

Poi mi guarda e sorride “Lo so che lo sapete, ma per favore non smettete di raccontarlo agli altri!”

Pangea negli anni ha sostenuto oltre 5.000 tra bambini e adolescenti di entrambe i sessi nella prosecuzione del loro percorso di istruzione, una bella soddisfazione grazie anche a tutte le persone e le aziende che hanno sostenuto la campagna “Tutti a scuola”.

Simona Lanzoni
Vice Presidente e Responsabile dei Programmi di Fondazione Pangea Onlus